Alimentazione-e-abbronzatura

Un po’ in ritardo, ma anche quest’anno è iniziata la preparazione “last minute” per l’estate, oramai alle porte. Un’estate diversa dalle altre, ma pur sempre estate. E quindi ecco il fiorire dei consigli “last minute” per prepararsi alla prova costume, dalla dieta “lampo” a quella ricca di carotenoidi, i precursori della vitamina A, per garantirsi un’abbronzatura spettacolare.

Ma puntare su alimenti di colore arancione/giallo/rosso come albicocche, carote, melone davvero aiuta ad avere una tintarella impeccabile? Per scoprirlo bisogna capire i meccanismi che portano la pelle a pigmentarsi a seguito dell’esposizione alla luce del sole.

La colorazione della pelle dipende dall’attività dei melanociti, delle cellule che producono il pigmento vero e proprio, di colore scuro, la melanina. L’attività dei melanosomi è determinata sia a livello genetico che dall’ambiente. La genetica determina la colorazione “di base” della pelle, quella con cui nasciamo. L’esposizione ai raggi UVA e UVB (l’ambiente) attiva i melanociti che produrranno più melanina, formando l’abbronzatura. Il motivo per cui ci abbronziamo è molto nobile e dovrebbe farci riflettere: ci abbronziamo per proteggere le cellule dai danni ossidativi causati dal sole. Questo meccanismo è utilissimo perché l’esposizione eccessiva ai raggi UV può provocare diversi tipi di danni:

1. Accelera l’invecchiamento cutaneo (photoaging)

2. Aumenta la probabilità di sviluppare tumori e melanomi

3. Degrada l’acido folico circolante nel derma provocando carenze (fotolisi dell’acido folico)

D’altra parte i raggi UV servono per produrre la vitamina D, la cui carenza può portare a diversi problemi di salute. Ci sono degli alimenti come i pesci grassi che contengono la vitamina D, ma non è possibile sopperire al fabbisogno solo con la dieta. Quindi se vi ho fatto venire voglia di chiudervi in casa, uscite pure perché non prendere mai sole non è neppure una buona idea.

La melanina viene costruita a partire da un aminoacido, la tirosina. È questo il “mattoncino di base” da cui si parte per produrre la melanina. La tirosina si trova per lo più nelle proteine dei formaggi, i più ricchi sono il parmigiano reggiano e il grana padano, seguita dalla carne. Per i vegani, buone fonti sono i lupini e la farina di soia. La produzione di melanina è un processo laborioso, che richiede una sequenza di reazioni chimiche e la presenza di rame come cofattore. I cofattori permettono agli enzimi che portano avanti le reazioni chimiche che avvengono nel nostro corpo di funzionare. L’abbronzatura viene promossa quando il danno ossidativo conseguente all’esposizione dei raggi UV stimola l’enzima tirosinasi, che attiverà tutto il processo. Attenzione: mangiare grandi quantità di parmigiano non serve ad abbronzarsi di più: il nostro corpo è abituato a “fare economia” ed usa solo quello che gli serve. L’importante è non andare incontro a carenze, per questo basta garantire il giusto apporto proteico qualitativo e quantitativo nella dieta.

Quindi i carotenoidi degli ortaggi arancioni cosa c’entrano in tutto questo? In effetti ben poco. Siccome hanno anche una funzione antiossidante, sono utili per contrastare gli effetti negativi dei raggi UV sopraelencati, come peraltro altri antiossidanti contenuti nella frutta, nella verdura fresche e nell’olio extravergine di oliva. Quantità importanti di carotenoidi influenzano la pigmentazione della pelle verso le tonalità del giallo, un processo che nulla ha a che vedere con l’abbronzatura ma che potrebbe dare una tonalità “dorata” alla tintarella. Questo fatto potrebbe essere fuorviante e far credere che i carotenoidi “facciano abbronzare”. Attenzione però, perchè la vitamina A non deve essere assunta in eccesso in quanto a livelli elevati è tossica.

La raccomandazione migliore che mi sento di dare per predisporre la pelle ad una bella abbronzatura è sempre quella: seguire una dieta variegata ed equilibrata. Lo scopo è dare al corpo tutti i materiali di cui ha bisogno per portare avanti le innumerevoli reazioni chimiche che compongono il metabolismo e per difendersi dai danni provocati dai raggi UV. E ovviamente, agire con buonsenso ed evitare di danneggiare la pelle con scottature o esposizioni eccessive al sole: la salute viene sempre e comunque prima di tutto.

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