la-dieta-antinfiammatoria

Spesso mi vengono chieste spiegazioni in merito alla famosa “dieta antinfiammatoria”, ma questo termine crea abbastanza confusione. Con questo articolo cerco di fare un po’ chiarezza sul significato di dieta antinfiammatoria, cosa è e a cosa serve davvero.

L’infiammazione è una normale reazione dell’organismo ad un insulto esterno. La zona lesa diventa calda, rossa, gonfia e fa male (calor, rubor, tumor, dolor, functio lesa). Rossore, gonfiore e calore sono dovute ad una locale vasodilatazione che permette alle cellule del sistema immunitario di raggiungere facilmente la zona offesa e di arginare l’infezione e avviare i processi di riparazione tissutale. E’ quello che succede se sbatto il piede sulla gamba del tavolo. Per tamponare questo tipo di infiammazione, acuta localizzata e dolorosa, la dieta non serve a molto. Bisogna avere pazienza, ghiaccio e/o un buon farmaco antinfiammatorio.

Esiste però un altro tipo di infiammazione, detta infiammazione cronica silente, che è meno palpabile dell’infiammazione “acuta” ma comunque crea delle conseguenze nel tempo. E’un perenne stato di allerta del sistema immunitario, che alla lunga può “perdere la bussola” provocare reazioni autoimmuni. E’collegato ad alterazioni ormonali, all’eccesso di grasso addominale, ad una flora batterica alterata, ad un intestino malfunzionante, allo stress ossidativo. Spesso non da dolore e quindi è meno identificabile. In questo tipo di infiammazione, al contrario della prima, una buona dieta può dare un certo contributo. Le cause sono diverse e coinvolgono il benessere intestinale, lo stress ossidativo, una condizione di sovrappeso o obesità e soprattutto, un accumulo di grasso a livello addominale. Il grasso addominale infatti non è solo un deposito di lipidi, è un vero e proprio organo endocrino che rilascia citochine pro-infiammatorie e sostiene la resistenza all’insulina. Le citochine sono una categoria di molecole rilasciate a seguito di uno stimolo, che provocano delle reazioni da parte di altre cellule. Alcune di queste richiamano cellule del sistema immunitario e attivano la risposta infiammatoria. Una flora batterica non sana può erodere il muco che normalmente protegge le cellule intestinali e attivare il sistema immunitario enterico. E’ un sistema vasto e complesso che deve da un lato proteggerci dalla contaminazione di quello che ingeriamo, che chiaramente non è sterile. Dall’altro lato deve permetterci di tollerare molecole esterne (gli alimenti), indispensabili per vivere. Infine, noi tutti respiriamo. Respirare significa ossidare delle molecole organiche fino a ridurle ad anidride carbonica. Questa operazione crea radicali liberi, che vengono prontamente neutralizzati da sistemi enzimatici ad hoc. Se non introduco abbastanza sostanze antiossidanti e se insisto a provocare degli insulti ad esempio fumando, perdo l’equilibrio e creo stress ossidativo. I temutissimi radicali liberi non sono altro che molecole particolarmente reattive che interagiscono con altre molecole (lipidi, DNA) e le alterano. Per contrastare tutto questo, un corretto stile di vita aiuta, e tanto. Si tratta però di armarsi di pazienza e cambiare piano piano le proprie abitudini alimentari. Ad esempio, imparare a bilanciare il carico glicemico, introdurre alimenti prebiotici e/o probiotici, imparare a scegliere gli alimenti di buona qualità, riportare il peso e il girovita a valori considerati sicuri, fare attenzione alla qualità dei grassi assunti con la dieta. Dieta che ora come non mai deve essere intesa nel senso più profondo del termine, cioè come “stile di vita”. Quindi deve includere anche l’attività fisica e le buone abitudini, ad esempio smettere di fumare.

Una figura esperta in nutrizione (nutrizionista o dietista) può insegnare a fare tutto questo senza perdere di vista il gusto della dieta. La dieta triste non esiste, e una vita sana significa mangiare alimenti gustosi ma sani!

 

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