Alimenti keto realistici su un tavolo rappresentazione di quando è indicata la dieta chetogenica.

Negli ultimi anni la dieta chetogenica è diventata una delle parole più cercate su Google quando si parla di alimentazione. Tra promesse di dimagrimento rapido, ricette a base di burro e pancetta e influencer che la propongono come stile di vita “low carb per sempre”, è facile cadere in confusione.

Ma partiamo da un punto fermo:

Capire quando è indicata la dieta chetogenica è fondamentale: non è una moda, né uno stile di vita da adottare a lungo termine. È una vera e propria terapia nutrizionale e come tutte le terapie, ha indicazioni precise, benefici ma anche controindicazioni.

Cos’è davvero la dieta chetogenica?

La chetogenica è una dieta a forte restrizione di carboidrati (di solito meno di 50 g al giorno) che induce uno stato metabolico chiamato chetosi. In questa condizione, il corpo utilizza i grassi come fonte principale di energia e produce corpi chetonici, molecole che diventano il carburante alternativo per cervello e muscoli.

Si tratta di una dieta altamente strutturata, con percentuali ben precise tra carboidrati, proteine e grassi, spesso definita con l’aiuto di un professionista. Non è una semplice “dieta low carb”.

Quando è indicata la dieta chetogenica davvero?

La dieta chetogenica nasce come trattamento medico già negli anni ’20 per controllare l’epilessia farmacoresistente nei bambini. Oggi, le sue applicazioni cliniche si sono ampliate, ma restano legate a situazioni specifiche, che richiedono monitoraggio e supervisione. È necessario quindi chiarire quando è indicata la dieta chetogenica, evitando di proporla in modo generalizzato.

  1. Epilessia farmacoresistente

È la prima e storica indicazione. Ancora oggi viene usata, soprattutto in età pediatrica, con risultati molto positivi (riduzione della frequenza e intensità delle crisi) [1].

  1. Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)

Alcuni studi mostrano che la dieta chetogenica, a breve termine, può migliorare insulino-resistenza, peso e regolarità mestruale in pazienti con PCOS [2]. Ma serve cautela e personalizzazione.

  1. Diabete tipo 2 (in selezione di pazienti)

La chetogenica può aiutare a migliorare glicemia, emoglobina glicata e sensibilità insulinica, specialmente in fase iniziale del diabete tipo 2. Ma non è adatta a tutti e non è raccomandata per persone con insufficienza renale, disturbi del comportamento alimentare, in terapia insulinica o in terapia con alcune classi di farmaci ipoglicemizzanti.

  1. Obesità e dimagrimento rapido

Esistono protocolli chetogenici (VLTKE – Very Low Energy Ketogenic Therapy) utilizzati per il trattamento dell’obesità. L’effetto dimagrante è dovuto soprattutto alla restrizione calorica, non solo alla chetosi, anche se lo stato chetonico può ridurre la fame e migliorare la compliance iniziale [4].

  1. Supporto in oncologia (in fase sperimentale)

Alcuni studi stanno esplorando l’efficacia di diete chetogeniche come supporto nei trattamenti antitumorali, in particolare per tumori cerebrali. Ma al momento non ci sono evidenze solide per raccomandarla nella pratica clinica [5].

Quando non è indicata?

Oltre a quando è indicata la dieta chetogenica è altrettanto importante sapere quando invece è assolutamente sconsigliata.

  • In persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, come binge eating, anoressia, bulimia o in disturbi da abuso di sostanze.
  • In pazienti con insufficienza epatica o renale.
  • In gravidanza e allattamento.
  • In pazienti con aritmie, fibrillazione o con recenti eventi cardiovascolari come angina, infarto, ictus.
  • In pazienti in trattamento con alcuni farmaci, soprattutto ipoglicemizzanti e diuretici
  • Si deve avere particolare cautela in presenza di calcoli renali o alla biliari.
  • In chi cerca una “scorciatoia” senza un reale piano di rieducazione alimentare.

Non è uno stile di vita

È importante ribadirlo: la dieta chetogenica non è fatta per essere mantenuta a lungo termine.

In genere, viene utilizzata per periodi limitati, seguita da una fase di reintroduzione graduale dei carboidrati e da un piano alimentare di mantenimento più equilibrato.

Pensarla come uno stile alimentare “per sempre” può portare a deficit nutrizionali, alterazioni del microbiota, riduzione della varietà alimentare e, soprattutto, a un approccio rigido e poco sostenibile.

Cosa deve sapere chi è attratto dalla chetogenica?

  • Funziona se è ben fatta, sotto guida professionale, e con indicazioni chiare.
  • Non è la chetosi che fa dimagrire, ma il bilancio energetico negativo: la perdita di peso avviene quando si introduce meno energia di quella che si consuma.
  • Va considerata una terapia dietetica, e come tale ha effetti collaterali, rischi e limiti.

Il mio consiglio da nutrizionista

In sintesi, comprendere quando è indicata la dieta chetogenica aiuta a sfruttarne i benefici riducendo i rischi.

La dieta chetogenica è uno strumento utile, ma non è adatta a tutti e non deve mai diventare un fai-da-te. Va valutata caso per caso, in base alla storia clinica, alle esigenze individuali e agli obiettivi da raggiungere.

Se ne senti parlare come di una “scelta di benessere” da adottare a lungo termine, come se fosse una filosofia di vita, fermati un attimo: dietro quelle affermazioni, spesso, non c’è scienza ma marketing

Nurizionista dottoressa CecconMonica Ceccon. Biologa Nutrizionista

Mi chiamo Monica Ceccon e sono una Biologa Nutrizionista. Mi sono laureata in biologia molecolare e funzionale e ho conseguito un dottorato di ricerca. Mi sono formata nel campo nella nutrizione seguendo diversi corsi post-lauream su svariati aspetti della nutrizione umana. Ricevo su appuntamento nei miei studi nutrizionista Milano e di Cinisello Balsamo.

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Immagine di Ketut Subiyanto su Pexels.

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